12 Agosto 1960 Mi svegliai con una strana sensazione, il mio ventre pulsava e sentivo dell’acqua sfrusciare, non sapevo da dove: ignoravo che l’acqua fosse dentro di me. Mi affacciai allora al balcone per tentare di svagarmi e di calmare quel tumulto così inusitato nel mio modo di vedere le cose, di viverle. Ma la ragione c’era: perché le stelle, anziché essere luminose come sempre, i loro colori erano attenuati e il cielo era quasi tutto buio. Questo mi impensierì e mandai dei messaggi alle stelle che davano ancora qualche segno di vita. Passarono le ore, ma improvvisamente una stella si riaccese e illuminò il cielo, mandando subito un messaggio alle alte sfere di angeli e di stelle, che era avvenuto qualcosa che avrebbe cambiato la vita degli uomini e avrebbe cambiato soprattutto il loro cuore. Il cielo immediatamente impazzì, le stelle brillarono come non mai, anche gli astri sembrava partecipassero a questa novità, a questo mondo nuovo di vivere, di partecipare, di brillare o di guardare le stelle. Nel cielo gli angeli sollevarono i loro strumenti e cantarono le loro melodie. Le arpe suonarono dolcemente, com’è nel modo di suonare delle arpe, le canzoni della tua giovinezza, Andrea, figlio mio. La tua mano mi apparve come segno di presenza, presenza fisica direi: io l’afferrai e la strinsi. Quale gioia riempì il mio cuore! Improvvisamente sentii sul mio viso delle carezze leggere, lievi, e anche dei baci, dolci, carezze: erano gli angeli, gli angeli che si magnificavano con me della tua nascita. Era il 12 Agosto 1960, ore 21:45. Io ringraziai chi mi aveva aiutata ad aspettare quest’evento, un’evento che sapeva di miracoloso perché era nato un genio. Ciao Andrea, tanti auguri. La mamma, la mamma che ti abbraccia. Ciao.


